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Sabato, 30 Maggio 2020 10:40

"GLI AMICI DI VIA PO'" - Punta Puch- Vallone di Noaschetta Featured

 

Nell'autunno del 2017 Federica Mingolla e Andrea Migliano hanno iniziato ad aprire una nuova via d’arrampicata sulla Punta Phuc, la grande parete dietro al Monte Castello salita per la prima volta - incredibilmente - soltanto nel 2016. Durante quei due giorni Mingolla e Migliano hanno aperto 5 tiri prima di dover abbandonare il progetto, segnato da un tiro iniziale di 7b e protetto soltanto da un chiodo, uno spit e un nut. Adesso i due sono tornati insieme a Matteo Pavana e hanno completato la via, dedicandola all’amico in comune Adriano Trombetta.

GLI AMICI DI VIA PO'  7b max/ 6c obbligato 300m RS3 , maggio 2020 

 

Rieccoci finalmente sotto Punta Phuc, per concludere la nostra via e scalarla in libera. Dopo quei due giorni di apertura insieme ad Andrea nell’autunno del 2017 non siamo più riusciti a tornare, lasciando il progetto fermo a soli 3 tiri dalla cima.

Questa parete proprio dietro al Monte Castello è stata salita per la prima volta da Andrea Giorda, Mario Ogliengo e Michele Amadio nel 2016 attraverso la via 'A volte ritornano', lasciando largo spazio a delle potenziali nuove linee da salire sulla sua sinistra.

La nostra curiosità ci ha quindi spinti ad andare a vedere se davvero ci fosse una linea da salire in stile trad (come piace a noi) e nell’ottobre del 2017 ci siamo messi in marcia, carichi come muli, per fare un tentativo prima dell’arrivo della prima neve.

In quell’occasione salimmo i primi 4 tiri di quei 300 metri di parete più una 5a lunghezza di trasferimento su cengia erbosa che ci portò alla base del muro finale.

Lì la parete diventava più stretta e molto fessurata, però ormai non avevamo più batterie del trapano e soprattutto Andrea doveva tornare giù per l’apertura del suo rifugio nel weekend. Prendemmo quindi la decisione di lasciare tutto così e tornare in primavera, con le giornate più lunghe e la temperatura più calda per poter terminare la nostra via.

Ed eccoci qui, 3 anni più tardi, perché gli impegni reciproci ci hanno costretto a rimandare e rimandare ancora questo momento. Lei però è rimasta lì ad aspettarci, paziente come solo la montagna sa essere.

Inutile dire che quando sono ripartita per scalare quel famoso primo tiro che aprii 3 anni prima mi sono subito accorta della pazzia che avevo commesso. Senza pensarci due volte ho quindi aggiunto delle protezioni, dal basso, per agevolare la scalata in libera, che comunque rimane molto obbligata, aggiungendo uno spit, due chiodi e un nut.

La via segue una serie di archi/diedri fessurati sulla sinistra della parete e piano piano si sposta sulla destra portandosi sotto un bellissimo muro finale solcato da una fessura che sfocia esattamente in cima a Punta Phuc, dove l’ultima sosta è in comune con la via 'A volte ritornano'.

Condividendo lo stesso pensiero, con Andrea abbiamo cercato di proteggere il più possibile in stile tradizionale, mettendo gli spit dove solo estremamente necessari e sulle soste. Il risultato è una via quasi completamente a friend in puro stile Valle dell’Orco!

Le abbiamo dato il nome di Gli amici di Via Po per onorare il nostro amico Adriano Trombetta che ci ha fatti incontrare e che ci ha permesso di diventare amici in occasione di una delle sue innumerevoli cene sulla sua terrazza in Via Po, pasteggiando da veri re con del buon vino e costolette di agnello.

Grazie quindi al miglior socio di sempre Andrea per questa bella avventura e a Matteo Pavana che ci ha seguiti e dato una mano in parete, approfittandone per fare due foto della libera di questo bel viaggio in una delle pareti più selvagge della Valle Orco.

 

QUEL TERAZZO DI VIA PO 39 di Andrea Migliano


Come al solito le risate sono state il propulsore costante che ha accompagnato l'ennesima avventura con colei che degli "amici di via Po" è diventata la migliore amica e affezionata compagna di cordata.

Tutto nacque su quel terrazzo di via Po 39 dove si partorivano i progetti alpinistici, magari assaggiando un'interiora di agnello grigliata procurata sotto banco dal macellaio di fiducia del nobile Trombetta, il mecenate della residenza.

Così perseguivamo i nostri sogni a casa del Tromba, per un paio di inverni la mia seconda casa, dove gli ospiti erano sempre numerosi e la vitalità energica di Adriano travolgeva tutte le anime presenti, che fossero alpinisti, climber, ballerine, artisti, o semplici disadattati che trovavano in quei momenti condivisi la gioia dello stare bene insieme.

Quella era famiglia che il Tromba si creava attorno. Nella astrusità di rimanere solo apriva il suo cuore al mondo parlando di sogni e offrendoti per aperitivo un bicchiere di pregiatissimo Gin importato dalla Scozia.

Durante i freddi inverni ti coccolava con un Rum dei Caraibi costato una "giornata Guida", progettando la salita o la discesa successiva seduto sulle poltrone d'epoca della sua casa-museo di via Po' 39.

Oggi sarei felice di portarlo sulla nostra via in cima a Punta Phuc, per poi brindare con lui alla vita, come avevamo sempre fatto, fino alla sua ultima sciata.

Il nostro progetto nasce proprio dalla prima ripetizione di quella che il Tromba definiva la sua via più bella e complicata, il suo capolavoro di estetica, difficoltà e caparbietà. La Nona Sinfonia al Monte Castello è stato il prologo della nostra esplorazione su Punta Phuc, del quale parlerei in un'altra puntata.

La scomparsa di Adriano e degli amici di via Po è stato il motore che ci ha spinto e che ci incalzerà sempre di più a vivere d'emozioni spingendoci in alto come il Tromba insegnava a fare.

 

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Last modified on Sabato, 21 Novembre 2020 17:25