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Giovedì, 06 Luglio 2017 10:19

Federica Mingolla su Chimera verticale in Civetta

Federica Mingolla, insieme a Francesco Rigon, ha salito a-vista Chimera verticale (IX, 600m + zoccolo iniziale) una difficile via alpinistica e d'arrampicata aperta sulla parete Nord Ovest della Punta Civetta (Monte Civetta, Dolomiti), da Alessandro Baù, Daniele Geremia, Alessandro Beber e Luca Matteraglia.

Federica Mingolla nuovamente in Dolomiti. Dopo aver colpito con la prima femminile della via Attraverso il Pesce alla parete sud della Marmolada nel luglio del 2016, adesso la climber torinese è tornata ad est per recarsi, per la sua prima volta, in Civetta.

Una montagna, come abbiamo già scritto più volte, oltre che bella, selvaggia e mitica, anche molto severa… insomma, qui l’arrampicata va declinata con il saper stare in parete, con l’alpinismo.

Bene, questa volta la Mingolla insieme all’aspirante guida alpina ha ripetuto Chimera verticale, la via che dopo l'enorme zoccolo iniziale sale i 600m della magnifica parete Nord Ovest della Civetta. Aperta in più riprese da Alessandro Baù, Daniele Geremia, Alessandro Beber e Luca Matteraglia tra il 2007 e il 2009, la via era stata liberata in giornata dagli austriaci Charly Fritzer e Mathias Wurzer

Attaccando alle 7, Rigon ha salito la prima metà della via, ovvero i primi 8 tiri, dopodiché la Mingolla ha continuato da capocordata fino alla fine, salendo tutta la via senza mai cadere. I due hanno completato la salita verso le 18:30 prima di ritornare al rifugio, trovando una giornata davvero eccezionale: con lo zero termico a 4700m, hanno potuto arrampicare in maniche corte ed usare un leggero piumino in sosta.

Parlandoci della sua salita la Mingolla ci ha raccontato: "Dopo il Pesce sapevo che dovevo tornare in Dolomiti. In Civetta non ero mai stata, ma avevo sentito parlare molto di Chimera Verticale e quando Francesco me l’ha suggerita ho detto subito di sì. Siamo partiti dal rifugio Tissi verso le 5:00, alla 5:40 eravamo alla base dello zoccolo che abbiamo superato facendo molta attenzione. Verso le 7 abbiamo iniziato a salire, lui i primi 8 tiri fino al VII+, io i restanti. Non è stato facile, come non è stata facile nemmeno la parte bassa con lo zaino pesante. Devo dire che per certi versi l’ho patita quasi di più del Pesce, non essendo allenata dopo la spedizione con i Ragni di Lecco in Pakistan."

Alla domanda di come ha trovato la via, Federica ci ha risposto: "È molto bella. Mi ha colpito in particolare il tiro del diedro, con il traverso verso sinistra di 8, 9 metri. Sali usando una piccola cengia piatta per le mani, i piedi spalmati sul nulla. Ho pensato agli apritori, che non sapevano se sarebbero riusciti a fare sosta, rischiando di cadere e schiantarsi sul diedro. Un bel coraggio!"

Probabilmente non sarà l’ultima volta che sentiremo parlare della Mingolla in Dolomiti quest’estate. "Sono bellissime, ci sono così tante cose ancora da fare, è molto stimolante. Dovrei venire qui almeno un mese all’anno!"

Last modified on Giovedì, 23 Gennaio 2020 17:55