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Martedì, 10 Ottobre 2017 13:11

Unghiasse

Un viaggio può durare mesi, anni. Si possono percorrere chilometri, andare dove qualcuno ti ha detto che avresti trovato qualcosa: risposte, opportunità, soldi. Oppure può durare mezza giornata, o anche meno. Un viaggio può durare una manciata di minuti e una decina di metri percorsi soffiando su un pezzo di roccia. Che, chissà, magari nel granito fiuti proprio ciò di cui avevi bisogno. Noi, a Unghiasse, ci siamo andati proprio per fare questo tipo di viaggio.

Federica Mingolla effettua la prima a-vista, e probabile anche la prima libera, della via d'arrampicata Sturm und Drang alla Torre Staccata del Becco di Valsoera (Gruppo del Gran Paradiso). Il report della climber torinese ed il ricordo di Andrea Giorda che, insieme a Sandro Zuccon, ha aperto questa bella e difficile via nel 1983. 

Venerdì, 25 Agosto 2017 14:44

Pakistan: Kondus Valley e Kiris Valley

 

Non ero mai uscita dall'Europa per scalare, questo è stato per me l'inizio di una serie di tante belle avventure che spero mi vedranno impegnata nei prossimi anni ad esplorare ogni angolo di mondo.

 

Quando Luca Schiera mi ha parlato per la prima volta del Pakistan ero abbastanza scettica, perchè l'idea di andare in un paese che nel pensiero di molti non “fa proprio una bella vita” mi faceva un po' riflettere. In realtà è un paese bellissimo, almeno dal punto di vista paesaggistico ha molto da offrire!

Dopo la sua ripetizione di Chimera Verticale in Civetta all’inizio di agosto abbiamo scritto che probabilmente non sarebbe stata l’ultima volta che avremmo sentito parlare di una salita di Federica Mingolla in Dolomiti quest’estate, e ora prontamente arriva la notizia che la climber torinese ha ripetuto la Via della cattedrale in Marmolada. Si tratta di quel capolavoro di 800 metri aperto nel 1983 da Graziano Maffei, Mariano Frizzera e Paolo Leoni con difficoltà fino a 6+ ed A4 senza spit, poi liberata nel 2004 con difficoltà fino a 8a+ da Pietro dal Prà insieme a Michele Guerrini. Negli ultimi anni questa via sulla parete Sud della Punta Rocca è diventata un punto di riferimento con diverse salite tra cui citiamo quella di Florian Riegler (2009, prima ripetizione), Hansjörg Auer e Much Mayr (2009, prima a-vista), Jacopo Larcher e Barbara Zangerl (2016, prima femminile). Non poteva quindi sfuggire all’attenzione della Mingolla che, con la prima femminile della Via del Pesce nel 2016, evidentemente ha un feeling speciale con la “parete d’argento” delle Dolomiti.

Federica Mingolla, insieme a Francesco Rigon, ha salito a-vista Chimera verticale (IX, 600m + zoccolo iniziale) una difficile via alpinistica e d'arrampicata aperta sulla parete Nord Ovest della Punta Civetta (Monte Civetta, Dolomiti), da Alessandro Baù, Daniele Geremia, Alessandro Beber e Luca Matteraglia.

Federica Mingolla nuovamente in Dolomiti. Dopo aver colpito con la prima femminile della via Attraverso il Pesce alla parete sud della Marmolada nel luglio del 2016, adesso la climber torinese è tornata ad est per recarsi, per la sua prima volta, in Civetta.

Domenica 17 luglio 2016 la climber torinese Federica Mingolla ha salito in libera la celebre via Attraverso il Pesce sulla parete sud della Marmolada. Si tratta con tutta probabilità della prima libera femminile da capocordata. La salita è stata effettuata, con Roberto Conti, in 18 ore e 27 minuti.
Domenica 17 luglio sulla grande parete sud della Marmolada si è vissuto un momento particolare: la salita, tutta da capocordata ed in libera, da parte della 21enne climber torinese Federica Mingolla della Via Attraverso il Pesce, la mitica Weg durch den Fisch aperta nel lontano 1981 dai "cecoslovacchi" Jindrich Sustr e Igor Koller. Probabilmente è la prima volta che questa via simbolo della sud - e delle Dolomiti in generale - viene salita in questo stile da una donna.

Domenica, 10 Aprile 2016 10:27

Delta Minox Scignino - Val Masino

“Non avevo mai scalato sul granito perfetto della Val Masino, per lo meno non sulle sue vie . Mi ero sempre limitata a metter mano sulla sua roccia durante le edizioni del raduno internazionale di sassisti che si svolge in primavera: il Melloblocco. Non c'è paragone tra la roccia della bassa valle e dell'alta valle.

Quando iniziava a sorgere nella mia testa l'iniziativa di prendere la ferraglia in mano e rapire un socio per andare in valle a ripetere qualche classicona magari non altissima nel grado ma molto mentale, ecco che sbuca dal nulla Andrea Gaddi. Mi propose di fare una cordata con Luca Schiera, ragno di Lecco , e di andare a tentare la prima invernale di Delta minox, una super via in placca dove non sei mai tranquillo per via delle protezioni chilometriche e i pochi appigli. Perciò sarebbe stata una gran bella esperienza e soprattutto una terapia d'urto per me che non avevo mai avuto nessun'altra esperienza lì in Val di Mello.

Il 2 ottobre 2014 la climber torinese Federica Mingolla ha ripetuto la spettacolare via Tom et je ris 8b+ nelle Gole del Verdon, Francia. Il racconto di Edoardo Falletta.

Tre giorni per risolvere il primo 8b+. Già questo è singolare. Se poi aggiungiamo che quel primo 8b+ non si trova proprio dietro l'angolo, ma a centinaia di chilometri da casa in una falesia mai vista prima, allora il tutto diventa più interessante. Ancor di più se quella "falesia" si chiama Verdon, il regno del vuoto più totale, e quel primo 8b+ si chiama Tom et je ris, ritenuta una delle vie sportive più belle e famose al mondo, dove, per venirne a capo, bisogna prima calarsi in quell'abisso e poi sperare e credere di trovare la sequenza giusta per uscirne. Un banco di prova non indifferente a cui si è sottoposta, la settimana scorsa, Federica Mingolla: 20enne climber torinese che di mese in mese sta facendo conoscere il suo grande talento per l'arrampicata sportiva. Federica studia Scienze Motorie e, strano a dirlo, arrampica da soli cinque anni. Lo scorso maggio è riuscita a salire il suo primo 8b, Fuga dal Ghetto in Valle di Lanzo, mentre giovedì scorso è arrivata la rotpunkt di quel primo 8b+ nel Verdon. Non avrebbe potuto fare scelta migliore, come racconta Edoardo Falletta.